Processo penale: non rilevano le presunzioni fiscali
07 marzo 2009La Corte di Cassazione, Sezione III penale, con sentenza 5430/09 ha precisato che le presunzioni fiscali non rilevano in sede penale con la conseguenza che il giudice non può applicare nè presunzioni legali, né qualsivoglia criterio di valutazione. Deve essere l’accusa a seguire gli accertamenti del caso per provare la colpevolezza del contribuente.
Alla luce di questa sentenza, numerose violazioni, che spesso sono contestate sulla base di presunzioni previste dalla normativa fiscale, non possono assumere alcuna rilevanza ai fini penali. È il caso, ad esempio, dei maggiori ricavi o compensi che scaturiscono a seguito di indagini bancarie allorché, in presenza di prelevamenti o versamenti, l’amministrazione non ritiene sufficienti le giustificazioni fornite dal contribuente stesso. La violazione penale non può scattare per il solo fatto che al termine del controllo sono rilevati nelle PVC o nell’avviso di accertamento, importi non dichiarati superiori alla soglie di rilevanza penale. È al contrario necessario che tali violazioni si basino su fatti concreti e non su presunzioni.
Costituisce orientamento ormai consolidato della Corte, il fatto che spetti esclusivamente al giudice penale il compito di procedere all’accertamento e alla determinazione dell’ammontare dell’imposta ritenute basta, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi o anche a entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata innanzi al giudice tributario. In tal senso si era già espressa la Cassazione, sezione III penale, con sentenza 21213/08.
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